La fondazione dell'Istituto Italiano di Studi Cooperativi "Luigi Luzzatti" risale al regio decreto 4 settembre 1925, n. 1764, con il quale fu eretto Ente Morale l'Istituto Superiore della Cooperazione, delle Assicurazioni, del Lavoro e della Previdenza Sociale. L'Istituto venne fondato per tenere Corsi superiori, Corsi tecnici e Conferenze sul movimento cooperativo. Commissario governativo venne nominato prima l'On. Dino Alfieri e, successivamente, il Prof. Oddone Fantini.
Durante il regime fascista l'Istituto venne trasformato in Istituto Superiore di Studi Corporativi del Lavoro e della Previdenza, funzionando come scuola sindacale del regime. La cooperazione venne ridotta ad una delle materie di insegnamento del Corso di Cultura corporativa. Nel 1944, con decreto dell'allora Ministero dell'Industria e del Commercio, l'Istituto venne posto sotto gestione commissariale.
Dal 1947 al 1957 l'Istituto, con finanziamenti del Ministero del Lavoro svolse corsi di perfezionamento per reduci e assimilati. In particolare vennero tenuti corsi sulla legislazione del lavoro e delle previdenza, sul credito bancario, popolare e agrario, sulla teoria economica della cooperazione di credito, sull'associazione cooperativa delle attività artigiane, sulla cooperazione agraria.
Nel 1949 il Commissario, Prof. Domenidò, propose al Ministero che all'Istituto venisse data la denominazione di Istituto di Studi Sociali "Luigi Luzzatti", essendo stata già acquisita l'autorizzazione degli eredi dell'illustre statista. Nella stessa delibera l'allora commissario propose un nuovo statuto. Su di esso il Consiglio di Stato si pronunciò così: "... l'Ente (è) concepito fin dalle origini come un organismo con fini e caratteri di cultura superiore per lo studio dei problemi del lavoro, della previdenza e della cooperazione e per la preparazione dei dirigenti, di tecnici e di personale idoneo per gli uffici e gli istituti che trattano i problemi predetti". Comunque del progetto Domenidò, che comprendeva anche altri argomenti, non se ne fece poi nulla.
Nel 1950 fu nominato Commissario l'On. Angela Maria Cincolani Guidi. L'Istituto, in quegli anni, svolse diversi corsi per cooperatori agricoli, finanziati dal Ministero dell'Agricoltura. La sede era situata in una stanza posta gratuitamente a disposizione dalla Confederazione degli Agricoltori in Roma. L'On. Cincolani propose, allora, al Ministero del Lavoro di strutturare ex-novo l'Istituto, "assicurando anche un finanziamento statale continuo e riportando i compiti a quelli originari e ad un livello più elevato".
Nel 1968 fu nominato Commissario Straordinario il Prof. Francesco Parrillo, il quale propose al Ministero del Lavoro che l'Istituto assumesse la denominazione di Istituto Superiore di Studi del Lavoro e della Cooperazione "Luigi Luzzatti". La nuova denominazione ed il nuovo statuto vennero approvati con Decreto del Presidente della Repubblica 12/3/70 n. 411.
Nel 1972, in conformità con il nuovo statuto, venne nominato il Consiglio di Amministrazione. Il Prof. Parrillo assunse la carica di Presidente e proseguì la sua opera di consolidamento dell'Istituto attraverso la realizzazione di una serie di Corsi, in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura e Foreste, con la Cassa del Mezzogiorno, con le Banche popolari e con la BNL, adoperandosi, in questo modo, per garantire una copertura finanziaria stabile, supporto indispensabile per un programma serio di attività conformi allo statuto. Negli anni settanta furono svolti Corsi sulla legislazione del lavoro, sulla cooperazione, di tecnica bancaria, nonché seminari per dirigenti di cooperative di credito. La sede dell'Istituto, vista l'intensa attività di collaborazione con le Banche Popolari, fu collocata in una stanza dell'Istituto per le Banche Popolari. Nonostante i lodevoli sforzi del Prof. Parrillo, il problema finanziario restò comunque irrisolto e nel 1976 il Consiglio di Amministrazione propose "riconosciuta l'impossibilità di continuare a svolgere i suoi compiti istituzionali senza la necessaria autonomia finanziaria, di rimettere il mandato ricevuto al Ministero del Lavoro".
Il 30/6/76 il Ministero nominava Commissario il Dott. Agrò. Durante la sua gestione venne stipulata con il Ministero una convenzione triennale per la pubblicazione della Rivista. L'Istituto mancava intanto di sede, di un qualsiasi apparato, di sia pur minime risorse. Le tre Associazioni Nazionali di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo presero allora l'iniziativa, in accordo con il Ministero del Lavoro, di dare all'Istituto nuove strutture e di precisarne gli scopi, affidandogli sostanzialmente i seguenti scopi: di essere l'animatore e il coordinatore degli studi e dei dibattiti culturali cooperativi, di promuovere la diffusione dei principi cooperativi, soprattutto nelle scuole, illustrandone la portata nella società attuale, e di intensificare i rapporti internazionali per la conoscenza reciproca delle istituzioni cooperative e del loro retroterra culturale nei vari paesi.
Si giunse così allo statuto, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica in data 22/11/77, nel quale venne assunta l'attuale denominazione di Istituto Italiano di Studi Cooperativi "Luigi Luzzatti", e alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Per dieci anni l'Istituto operò attivamente a favore della promozione della cultura cooperativa, rilanciando in particolare il prestigio e l'autorevolezza della Rivista della Cooperazione, fino ad incorrere in una crisi così grave, nel 1988, che ne provocò un nuovo commissariamento. La ripresa, questa volta, non si fece attendere a lungo e già il 16/11/89, con Decreto del Presidente della Repubblica, venne approvato un nuovo testo di statuto (attualmente in vigore), che ribadiva, quale scopo essenziale del Luzzatti, la promozione, l'incentivazione e lo svolgimento di studi e ricerche di carattere storico, economico, sociale e giuridico sul lavoro e sulla cooperazione.
A partire dagli anni '90 l'Istituto ha dunque ripreso a funzionare a pieno regime, guidato dalla presidenza del Sen. Giovanni Bersani, adempiendo alla maggior parte delle proprie disposizioni statutarie. Tale rilancio è avvenuto in positiva collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico - costituito da alcuni dei maggiori esperti in materia cooperativa, sotto i profili giuridico, economico, storico e sociologico - con la Direzione Generale per la cooperazione e con le Associazioni nazionali riconosciute del movimento cooperativo.
Al termine del quinquennio di presidenza Bersani, il Ministro del Lavoro ha nominato al suo posto il Sen. Carmelo Azzarà.
Dal 1999 fino a settembre 2010 l'Istituto è stato presieduto dal dott. Sandro Bonella.
Trasformato in Associazione, dall'ottobre 2010 è presieduto dal dott. Piero Antonio Cinti